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Covid e lavoro domestico: alcune precisazioni

Covid e lavoro domestico: alcune precisazioni

In queste ultime settimane l’Ufficio Lavoro domestico di Acli Service Treviso srl ha raccolto i quesiti più frequenti posti dalle famiglie in questa situazione di emergenza sanitaria. Riportiamo di seguito le informazioni date.

I lavoratori domestici possono lavorare in questo momento?

Nessuna limitazione per il lavoro domestico: il nuovo Dpcm in vigore da lunedì 26 ottobre 2020 non ha previsto specifiche indicazioni per l’attività di colf, badanti e baby sitter, che possono quindi continuare ad operare, ovviamente nel rispetto di tutte le indicazioni di sicurezza e con la raccomandazione di indossare sempre i dispositivi di protezione individuale, soprattutto nel caso di personale non convivente.

Come vengono considerate le eventuali assenze?

Se l’attività lavorativa viene sospesa le opzioni pratiche per gestire l’assenza sono tre: concordare un periodo di ferie con il lavoratore (qualora il domestico non le abbia maturate si possono anche anticipare); concordare con accordo scritto un periodo di aspettativa non retribuita; procedere con la risoluzione del rapporto di lavoro (ovviamente nel rispetto degli obblighi di preavviso e liquidando il Tfr). Nel periodo di assenza non retribuita il datore potrà anticipare una parte del TFR maturato al dipendente.

Anche per colf, badanti e baby sitter vige il blocco dei licenziamenti?

La nuova misura NON si applica al settore domestico! Le famiglie che vorranno interrompere il rapporto di lavoro potranno continuare a farlo anche in queste settimane di emergenza coronavirus. I lavoratori, se in possesso dei requisiti, potranno richiedere la Naspi.

Come comportarsi in caso di quarantena?

Se il datore di lavoro o la persona assistita è in quarantena, il rapporto di lavoro potrà essere sospeso. Se ad essere in quarantena è il lavoratore questo periodo sarà equiparato alla malattia. Il datore di lavoro dovrà retribuire le giornate secondo quanto stabilisce il CCNL del lavoro domestico. Per le lavoratrici colpite da coronavirus un importante sostegno arriva dalla CASSACOLF riconoscendo un’indennità per i domestici iscritti: 40 euro a notte in caso di ricovero per un massimo di 50 giorni; 40 euro al giorno in caso di isolamento domiciliare per un massimo di 14 giorni comprovati da certificazione sanitaria.

Cosa fare in caso di sospetto Covid o rientro dall’Estero della lavoratrice?

In caso di sospetto Covid-19 o l’eventuale rientro dall’Estero del personale domestico è necessario contattare il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’ULSS e/o il proprio medico curante e di seguire le istruzioni indicate dalle autorità sanitarie.

Numeri dedicati Ulss 2 0422323888 dal lunedì al sabato 8.30-17.00 0422323701 - 0422323702 Indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per una corretta elaborazione dei cedolini paga è necessario far pervenire copia del certificato medico di malattia e/o del provvedimento di isolamento fiduciario (quarantena) per giustificare ed inserire l’assenza nel cedolino paga. Si ricorda che l’isolamento fiduciario è equiparato alla malattia.

Il datore di lavoro è obbligato a trovare un luogo idoneo per fare la quarantena al lavoratore domestico?

Nei contratti in regime di convivenza, il datore di lavoro può concedere un alloggio idoneo alla quarantena o isolamento fiduciario del dipendente, in relazione al numero delle persone conviventi e agli spazi dell’abitazione a disposizione (es. stanza separata e bagno privato) da dedicare all’uso esclusivo per il lavoratore in quarantena. Se non c’è disponibilità, il lavoratore dovrà adoperarsi per ricercare un alloggio idoneo per trascorrere il periodo di quarantena, oneri e costi a carico dell’interessato.

Passeggiate, visite ai nonni: è possibile andare a trovarli nelle “zone gialle”?

Sono domande frequenti a cui il Governo ha dato una risposta pubblicando sul sito istituzionale le nuove Faq a chiarimento delle ultime disposizioni contenute nel Dpcm firmato lo scorso 3 novembre. Sul sito è presente una cartina interattiva, con le regioni divise per colore così come individuate nell’ordinanza del Ministro della Salute il 4 novembre 2020. Per approfondire: www.governo.it sezione Faq

L’ufficio Lavoro domestico di Acli Service Treviso srl rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento. Tel . 0422545226 – 04221836144 Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Imu, saldo entro il 16 dicembre 2020

Imu, saldo entro il 16 dicembre 2020

Un mese esatto al saldo Imu. Il 16 dicembre segnerà infatti il congedo dall’imposta 2020, mentre - com’è noto - per la Tasi non c’è più nulla da pagare visto che la manovra dello scorso anno ne aveva disposto la sostanziale abolizione a partire dal 1° gennaio 2020, anche se in pratica si è trattato più esattamente di un accorpamento nell’Imu stessa. L’Imu si paga col Modello F24, e in caso di bisogno le sedi territoriali o il portale di consulenza online di CAF ACLI sono pronti a darvi una mano su tutta la trafila necessaria per adempiere all’obbligo tributario: dalla verifica sull’aliquota annua alla compilazione del modello di pagamento con cui poi si dovrà andare in banca o alla posta, salvo la scelta di farsi addebitare l’importo per via telematica sul conto corrente.

Precisiamo però subito una cosa: di norma il versamento non è dovuto se l’imposta non è superiore ai 12 euro (a meno che il Comune in delibera non abbia disposto diversamente). I 12 euro sono da intendere come imposta totale sul periodo di possesso nell’intero arco dell’anno e non come rata singola di acconto o di saldo. Quindi, esempio, se come acconto ho pagato 10 euro e altrettanti ne devo pagare a saldo l’imposta è sicuramente dovuta. Come accennato, l’F24, una volta compilato, è da effettuarsi materialmente in banca o alla posta, a meno che il contribuente non abbia voluto farsi fare l’addebito online.

Il modello sarà intestato al titolare del versamento, ovviamente in base all’utilizzo dell’immobile, al periodo e alla singola quota di possesso, ma questi, appunto, sono tutti aspetti su cui gli operatori CAF ACLI possono tranquillamente assistervi. Se poi si è residenti all'estero, per i versamenti occorre contattare direttamente il comune beneficiario per ottenere le relative istruzioni e il codice IBAN del conto sul quale accreditare l’importo dovuto. In tal caso, qualora il residente all’estero fosse titolare di un c/c in Italia presso una delle banche convenzionate con l’Agenzia delle Entrate, potrebbe anche, previa registrazione ai servizi telematici della stessa Agenzia, compilare il Modello F24 ed eseguire il pagamento tramite il software F24 online.

Sciolti questi aspetti pratici, è bene far presente che ai fini del saldo la delibera del Comune, se esistente (altrimenti va da sé che varrebbe quella dell’anno precedente o quella prima ancora), è come il Vangelo: cioè il Comune, rispetto all’acconto già pagato a giugno, potrebbe aver deliberato un’aliquota diversa, e magari anche più alta, visto lo sblocco sul caro aliquote che ha rimesso in moto dal 2019 la possibilità per le giunte locali di modulare al rialzo i prelievi. Se allora l’aliquota dovesse essere diversa il CAF provvederà a ricalcolare da capo il tributo, tarandolo sui 12 mesi, o comunque sul periodo di possesso effettivo nell’arco di tutto l’anno, sottraendo infine l’acconto versato a giugno.

Un altro aspetto determinante potrebbe essere l’eventuale cambio d’uso dell’abitazione durante l’anno. Cioè, ad esempio, se fino a giugno avevo una seconda casa affittata che invece adesso è vuota, è evidente che per il saldo non dovrò più fare riferimento all’aliquota sulle seconde case locate, bensì a quella che il Comune prevede su quelle a disposizione, ammesso ovviamente che ci sia una distinzione di aliquota fra seconde case locate e libere. Oppure il contrario. Se fino a giugno ho avuto una seconda casa vuota, che poi è stata affittata, è chiaro che nel calcolare il saldo 2020 dovrò riferirmi all'eventuale aliquota sulle seconde case locate. Non solo, ma dovrò fare anche attenzione a un’altra possibile differenza di aliquota, cioè quella per le case in affitto con canone libero e quella per gli affitti concordati.

Luca Napolitano
Fonte: www.caf.acli.it

Il "nuovo" bonus baby sitter

    L’emergenza Covid-19 resta anche un’emergenza familiare essendo chiamati a conciliare la vita lavorativa con la gestione dei figli spesso impossibilitati a frequentare in presenza la scuola.

    Tra le varie misure, il decreto Ristori bis approvato in data 9 novembre 2020 ha previsto un nuovo Bonus per l’acquisto di servizi di baby sitting nel limite massimo di 1.000,00 euro.
    L’attuale bonus è tuttavia totalmente diverso in termini di beneficiari e condizioni dal precedente bonus previsto dal decreto Cura Italia.

    I requisiti, ai fini dell’ottenimento, sono:

    • Il richiedente deve essere lavoratore autonomo iscritto alla gestione separata o ad una gestione Ago speciale e non iscritto ad altre forme previdenziali obbligatorie. Pertanto il bonus baby sitter del decreto Ristori bis non è più a favore dei lavoratori dipendenti;
    • Il richiedente deve essere residente in una “zona rossa” con rischio di contagio estremamente alto dove è stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza delle scuole secondarie di primo grado;
    • Il richiedente deve essere genitore di un minore di 14 anni frequentante le suddette scuole o di un figlio con grave disabilità senza limite di età purché iscritto a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale, per i quali sia stata disposta la chiusura;
    • Il richiedente non può svolgere la prestazione in smart working;
    • l’altro genitore non deve essere disoccupato o non lavoratore o beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa.

    L’erogazione del bonus avviene sempre attraverso il libretto famiglia, ma questa volta la prestazione di assistenza non può essere effettuata da nessun familiare del richiedente. Tale bonus è incompatibile con la fruizione del bonus asilo nido.

    Ricordiamo che per i lavoratori dipendenti, per i quali ad oggi non è stato previsto il bonus baby sitting,  sono previste le seguenti tutele nel caso di sospensione dell’attività didattica in presenza:

    • congedo parentale straordinario, qualora non sia possibile l’attività in smart working, in caso di periodi di quarantena scolastica dei figli minori di anni 14, disposti dal Dipartimento di prevenzione della ASL territorialmente competente, a seguito di contatto verificatosi all’interno del plesso scolastico. Tale congedo, indennizzato al 50% della normale retribuzione, deve essere richiesto con domanda all’Inps.
    • congedo parentale straordinario, qualora non sia possibile l’attività in smart working, in caso di sospensione dell’attività didattica in presenza limitatamente alle Regioni che appartengono alla “zona rossa”, nelle quali è stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza delle scuole secondarie di primo grado, per i figli minori di 14 anni iscritti alle suddette scuole.
    • congedo covid non indennizzato per le due casistiche sopra menzionate in relazione a figli di età compresa tra i 14 e i 16 anni, presentando domanda direttamente al datore di lavoro.

    Evidenziamo che le norme sono in continua evoluzione e soggette a modifiche in sede di conversione dei decreti in leggi.

    Fondo sociale affitti: ti aiuta il Caf Acli

    Fondo sociale affitti: ti aiuta il Caf Acli

    E' uscito alla fine della scorsa settimana il Bando Bando regionale per il Sostegno all’affitto. L'obiettivo è di agevolare il pagamento dei canoni di locazione, riferiti al 2018 e 2019, sugli alloggi per i quali è stato stipulato un contratto di locazione nella Regione del Veneto (categoria catastale A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7 e A/11), occupati a titolo di residenza principale o esclusiva.

    Ogni comune può stabilire una scadenza antecedente alla data prevista del 11/12/2020 per presentare la domanda.

    Il Caf Acli sostiene e supporta nella compilazione della domanda. Per info: tel 0422 1836144.

     

    Una famiglia deve avere una casa dove abitare, una fabbrica dove lavorare, una scuola dove crescere i figli, un ospedale dove curarsi e una chiesa dove pregare il proprio Dio

    Giorgio La Pira