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Veneto in zona arancione: uffici Acli aperti ed appuntamenti confermati

Veneto in zona arancione: uffici Acli aperti ed appuntamenti confermati

I servizi Caf e Patronato sono autorizzati ad operare anche nel quadro delle limitazioni attualmente in vigore in risposta all’emergenza Covid.
Le nostre sedi sono regolarmente aperte al pubblico, solo ed esclusivamente su appuntamento e nel rispetto delle consuete regole di tutela della salute.

In fascia arancione, per recarsi all’appuntamento, i nostri utenti devono essere dotati di autocertificazione.

Per comodità mettiamo a disposizione un modello standard e un modello editabile.

Ricordiamo che:
– in zona gialla l’autocertificazione non è necessaria;
– in zona arancione l’autocertificazione è necessaria per gli spostamenti fuori dal proprio comune di residenza;
– in zona rossa l’autocertificazione è necessaria per tutti gli spostamenti, anche all’interno del proprio comune.

Cantiere sostenibilità 1: lavoro, impresa, economia

Cantiere sostenibilità 1: lavoro, impresa, economia

Al via il nuovo ciclo di incontri della Scuola di formazione Partecipare il presente cui le Acli di Treviso aderiscono.

Quattro incontri per discutere di lavoro, imprese, economia, a partire dagli scenari attuali di una società ed un paese ancora in piena pandemia.

23 MARZO 2021 ORE 20.45
SOSTENIBILITÀ, strada obbligata per lo  sviluppo, l’economia,  le nuove generazioni.
Intervento di Giorgio Santini

Entra nella riunione in Zoom
https://us02web.zoom.us/j/88614578764?pwd=RHpNVUJrckIyQTlVTjhuVkNlK2ZtZz09
ID riunione: 886 1457 8764
Passcode: 437127

È un crocevia importante quello davanti a cui si trova l’Europa, gli stati e i popoli che la compongono. Lo sviluppo economico, la coesione e soprattutto il futuro delle generazioni saranno collegate alle scelte che si faranno in questa delicata epoca storica. Tutto questo dipenderà, in Europa, dalle priorità con cui la politica gestirà gli investimenti ma anche dalla presenza dei cittadini, dalla loro pressione. Un’occasione in cui proprio la partecipazione può fare la differenza. Ragionando per differenza, notiamo da troppo tempo che l’impostazione economica ancorata al binomio produzione/consumo è logora, senza prospettive, senza luogo e fuori tempo. La nuova parola quindi sia sostenibilità e accompagni il nuovo inizio. La sua declinazione sia ovunque e ognuno si senta quindi partecipe di una nuova possibilità, assumendo, nel suo specifico di competenza e di azione la responsabilità di renderla un’occasione concreta. Importanti saranno le priorità che la Politica darà nella gestione delle risorse, non solo economiche, per la ripresa. Per il lavoro, il welfare, l’ambiente e la vivibilità delle nostre città, ma soprattutto per l’istruzione e la cultura delle nuove generazioni.


15 aprile ore 20,45
ORIENTARSI NEL MONDO DEL LAVORO
Intervento di Maurizio Rasera

Entra nella riunione in Zoom
https://us02web.zoom.us/j/84325275198?pwd=dUhLZ1FTYnBNK0ROcmFWQ2EwVFFRdz09
ID riunione: 843 2527 5198
Passcode: 922346

I numeri e le tendenze nel pre e post covid, guardando ai settori, alla tipologia, al genere e all’età dei lavoratori.


20 Aprile ore 20,45

CREARE BUON LAVORO IN PARTICOLARE PER I GIOVANI E LE DONNE
Intervento di Bruno Anastasia

Entra nella riunione in Zoom
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ID riunione: 832 3758 1199
Passcode: 335692

In ogni crisi, e quella che stiamo vivendo non fa eccezione, i giovani e le donne subiscono gli effetti più gravi.
Gli strumenti di politica del lavoro, i loro effetti e le indicazioni di Next Generation E.U.


28 aprile ore 20,45
LAVORO, IL RUOLO DEI SINGOLI E DELLE COMUNITÀ
Intervento di Daniele Marini

Entra nella riunione in Zoom
https://us02web.zoom.us/j/82195870395?pwd=Z01oZTNFYlFQeExHd1Q0elZ5aUgyQT09
ID riunione: 821 9587 0395
Passcode: 204430

Non solo le riforme o l’economia ma anche il mutamento culturale sta cambiando il lavoro. In questo hanno un ruolo importante i nuovi bisogni dei singoli che rendono inadeguati i vecchi paradigmi anche nel lavoro.


 

"Il lavoro e l’economia sono stati i settori che più di tutti ci hanno fatto capire che nulla sarà più come prima. In ordine soprattutto alla fragilità su cui si fonda il sistema economico e sociale. Dalla impossibilità di concentrare molta parte dello sviluppo in una logica esclusivamente di produzione e consumo, all’insostenibilità dei tempi e ritmi di lavoro, all’inconciliabilità di un simile sistema con i bisogni sociali di cura. Alla impossibilità di concepire le tutele solo con logiche di politica passiva e assistenziale.
Giovani e donne risultano i più penalizzati da questa crisi, come da tutte le altre che ci sono state.
Un ciclo di incontri per capire come stanno le cose e come cambiano i bisogni nel mondo del lavoro e quelli di chi lavora e alcuni spunti su come riprendere a fare impresa e creare lavoro dopo la prova della pandemia. Soprattutto, con uno sguardo alle politiche di inclusione e in coerenza al Next Generation E.U.".

Info:
Partecipare il Presente
Segreteria Organizzativa c/o CNA Territoriale Treviso
Viale della Repubblica 154 - Treviso
Tel.0422/3155 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L'OTTO MARZO: Fare la differenza

L'OTTO MARZO: Fare la differenza

Covid, disparità di genere in ambito lavorativo, e fragilità enormi. Anche a Treviso la pandemia ha amplificato le disuguaglianze sociali, mettendo la donna – specie se con carichi familiari – in grande difficoltà. In vista dell’8 marzo le Acli promuovono due appuntamenti informativi.

Affaticate dalla complicata (a volte quasi “impossibile”) “conciliazione” famiglia- lavoro; dispiaciute per dover rinunciare ad un impiego per dedicarsi ad un figlio appena nato; arrabbiate e con la percezione di vivere situazioni di pregiudizio, disuguaglianza; anche rammaricate per non riuscire a trovare lo spazio nei contesti di lavoro dove poter “fare la differenza”. Sono anche così le donne che nell’ultimo periodo si sono rivolte ai nostri uffici per le pratiche di disoccupazione, dimissioni volontarie, analisi della bustapaga, controlli di vario genere.

Salari non riconosciuti, mancati avanzamenti di carriera, livelli occupazionali inferiori, carichi familiari: la situazione dell’occupazione femminile a Treviso conferma tutte le disparità di genere in ambito lavorativo, ampliate dalla pandemia in atto fino a diventare vere e proprie disuguaglianze sociali. I dati Istat di dicembre confermano che su 101 mila nuovi disoccupati, 99 mila sono donne.

“Il calo di partecipazione delle donne al mercato del lavoro (che si stima attorno al -5%), congiuntamente al differente tasso di occupazione rispetto all’uomo (più basso di 15 punti percentuali nella nostra provincia) dipendono da molti fattori – spiega Chiara Pozzi dell’Ufficio Lavoro del Patronato Acli -. La maggior parte dei settori in cui le donne sono occupate sono anche i più vulnerabili e colpiti dalla pandemia, per esempio tutto il non profit o i servizi alla persona”. Si aggiungano i provvedimenti di chiusura delle scuole: non solo la cura dei figli è di fatto principalmente in carico alla donna, ma il reddito percepito dalle madri è tipicamente inferiore rispetto a quello dei padri e dunque la preclusione o la limitazione della regolare attività lavorativa da parte delle donne sembra quasi un atto logico.

“In tante ci raccontano che laddove lo smart working è stato possibile, si è sovrapposto agli impegni domestici e annullato la separazione temporale tra vita domestica e vita lavorativa – prosegue Pozzi -. La conciliazione è principalmente demandata ancora alle donne”.

Da anni il rapporto annuale sulle convalide delle dimissioni dell’ispettorato del lavoro evidenzia che la maggior parte dei provvedimenti riguarda le lavoratrici madri. Nel 2018 e nel 2019 il 73% delle dimissioni entro i primi tre anni di vita del bambino sono state rassegnate da neomamme ed i dati 2020 prevedibilmente non saranno più confortanti.

“Il rientro al lavoro resta con mille difficoltà – precisa Alessandro Pierobon, presidente provinciale Acli -. Nuova organizzazione famigliare, gestione di stereotipi di ogni tipo, fatica nella concessione del part-time sono tutti motivi di forte frustrazione che ogni giorno raccogliamo ai nostri uffici”. In questi mesi sono arrivate mamme pesate dalla gestione della famiglia tra bambini e nonni da tutelare, lavori da provare a mantenere, congedi che hanno visto dimezzare le entrate per assenza dal posto di lavoro.

Dato questo scenario, anche in occasione dell’8 marzo le Acli hanno organizzato due incontri tecnici informativi gratuiti: il primo – il 10 marzo alle ore 20.30 su piattaforma zoom - fa il punto sui diritti e le tutele dei genitori al rientro al lavoro dopo la nascita di un figlio; il secondo – il 17 marzo sempre alle ore 20.30 in modalità online - mette al centro i bonus e le misure di sostegno alla genitorialità attualmente attive, anche in previsione dell’assegno unico per figlio. Informazioni sui codici di accesso sul sito www.aclitreviso.it.

“Ora, in attesa di capire se con nuove misure di contenimento le scuole chiuderanno, sollecitiamo il necessario reintegro del congedo indennizzato – conclude Pierobon – perché non si possono scaricare ancora sulle famiglie i costi e le conseguenze di questa pandemia”.

Aumenta la povertà, potenziare il RdC

Aumenta la povertà, potenziare il RdC

Dati Istat: cresce il numero degli italiani in povertà ed è allarme anche al Nord. L’Alleanza contro la povertà in Veneto, che con le diverse realtà che la compongono sta in prima linea per fronteggiare la crisi, conferma il proprio impegno e chiede alla Regione, riconoscendole l’importante lavoro fin qui svolto per il contrasto alla povertà, di presidiare i tavoli nazionali sul Reddito di cittadinanza.

Stime Istat alla mano, la povertà assoluta in Italia torna a crescere e tocca il valore più elevato dal 2005. I dati offrono un quadro chiaro delle conseguenze che la grave crisi economica prodotta dalla pandemia e dall’emergenza sanitaria ha determinato sulle condizioni di vita delle famiglie nell’anno appena passato. Le stime preliminari del 2020 indicano valori dell’incidenza di povertà assoluta in crescita sia in termini familiari (da 6,4% del 2019 al 7,7%), con oltre 2 milioni di famiglie, sia in termini di individui (dal 7,7% al 9,4%, oltre 1 milione in più) che si attestano a 5,6 milioni. Preoccupa il Nord dove aumenta la povertà assoluta (+720 mila persone) con una incidenza che passa dal 5,8% al 7,6% e cresce anche la povertà relativa.

“Mentre scriviamo questa nota ci passano davanti i volti di quanti abbiamo incontrato e sostenuto in questi mesi – commenta Cristian Rosteghin, portavoce dell’Alleanza contro la povertà in Veneto -: persone che la pandemia ha reso fragili, perché senza supporti, famiglie provate dalla perdita del lavoro e dalla solitudine, genitori con carichi familiari importanti e dolorosi, senza prospettive, senza fiducia. Alle luce di tutto questo, che è esperienza concreta e quotidiana prima che numeri, è ancora più urgente investire nelle politiche di contrasto alla povertà e potenziare il Reddito di cittadinanza per rispondere alla nuova emergenza”.

Tre i punti principali su cui concentrarsi: tutelare "i gruppi più vulnerabili”, anche sulla scia di quanto raccomandato dall'Ue tra gli obiettivi del piano di azione sul Pilastro europeo dei diritti sociali; aumentare le risorse dedicate, sia incrementando il Fondo RdC per rispondere alla crescita delle domande di sostegno sia rafforzando l’infrastruttura sociale dei territori per affrontare le conseguenze della pandemia con l’emersione di nuovi bisogni e l’insorgere di nuove forme di fragilità e vulnerabilità, e rafforzare il RdC con 7 proposte presentate al governo: dall’incremento del sostegno economico per chi ha figli aumentando l’equità della misura all’accesso per coloro che sono recentemente caduti in condizioni di povertà e hanno usufruito del Rem; dall’utilizzo dell’Isee corrente al rafforzamento degli interventi e dei servizi sociali.

“Chiediamo anche alla nostra Regione, con cui da tempo abbiamo aperto un proficuo dialogo, di farsi portavoce in tutte le occasioni di confronto con il livello nazionale di queste istanze – conclude Cristian Rosteghin – e di proseguire con determinazione nel lavoro avviato di contrasto alla povertà nella nostra Regione”.


Il Tavolo regionale dell’Alleanza contro la povertà in Veneto è composto da: Acli Sede Regionale del Veneto, Anci Veneto, Associazione Banco Alimentare del Veneto onlus, Azione Cattolica delegazione veneta, Caritas delegazione veneta, CGIL Veneto, CISL Veneto, UIL Veneto, CNCA, Confcooperative -Federsolidarietà Veneto, Federazione Nazionale Società di San Vincenzo de Paoli – Coordinamento Interregionale Veneto Trentino, Federazione Italiana Organismi Persone Senza Dimora, Forum Regionale del Terzo Settore, Sant’Egidio, Save the Children, Umanità nuova – Movimento dei Focolori.

LE 7 PROPOSTE NEL DETTAGLIO

1) Incrementare il sostegno economico per le famiglie in povertà con figli aumentando l’equità della misura, sostituendo l’attuale scala di equivalenza con quella dell’Isee ed eliminando il tetto per le famiglie numerose (o innalzandolo sensibilmente).

2) Ampliare la platea dei beneficiari includendo gli stranieri con la riduzione degli anni di residenza richiesti per l’accesso alla misura da 10 a 2, abrogando contestualmente la norma che prevede l’obbligo di presentazione di specifica certificazione.

3) Consentire maggiore accesso alla misura anche a una parte di coloro che sono caduti recentemente in condizioni di povertà e hanno usufruito del Rem attraverso un temporaneo innalzamento della soglia ISEE (da 9.360 a 15.000) e un allentamento dei requisiti aggiuntivi richiesti sul patrimonio mobiliare e immobiliare.

4) Eliminare la sospensione di un mese nell’erogazione del RdC per coloro che hanno diritto al rinnovo.

5) Agevolare l’utilizzo dell’Isee corrente introducendo la possibilità di richiedere tale indicatore anche in presenza di sensibili perdite del patrimonio mobiliare e/o immobiliare.

6) Confermare la consistenza del Fondo Povertà e il rafforzamento degli interventi e dei servizi sociali, consentendo alle amministrazioni comunali di assumere personale dedicato in deroga ai vincoli attualmente previsti.

7) Reintrodurre l’analisi preliminare da parte del Segretariato Sociale per garantire adeguata valutazione multidimensionale dei bisogni dei nuclei coinvolti; con verifica da parte del MLPS e della Rete della Protezione e dell’Inclusione Sociale del rispetto dei Livelli Essenziali delle Prestazioni e adozione degli interventi necessari in caso di difficoltà o inadempienza delle amministrazioni locali.

Una famiglia deve avere una casa dove abitare, una fabbrica dove lavorare, una scuola dove crescere i figli, un ospedale dove curarsi e una chiesa dove pregare il proprio Dio

Giorgio La Pira