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Pensioni: arriva l'anticipo volontario

    Pensioni: arriva l'anticipo volontario

    L’Ape rappresenta una sorta di un prestito ponte per la pensione di vecchiaia a cui può accedere il lavoratore con requisito contributivo minimo di 20 anni.
    Alice Scaltritti, Patronato Acli Treviso

    E’ evidente che quello che stiamo vivendo in Italia in questo momento è un passaggio cruciale nel mondo della previdenza: si discute ormai da tempo di “APE”, ovvero anticipo pensionistico rispetto alle previsioni normative introdotte dalla Riforma Fornero.

    Premessa fondamentale è che si tratta di una proposta normativa che va ad inserirsi nella più ampia Legge di stabilità, la quale percorre un iter abbastanza complesso: è stata presentata dal Governo al Parlamento lo scorso ottobre, e dovrà essere esaminata e approvata entro la fine dell’anno. In seguito al via libera rimane da attendere il tempo necessario per l’emanazione dei decreti attuativi da parte dell’Esecutivo e infine delle circolari applicative dell’Inps.

    Dunque è ancora presto per capire quale sia nel dettaglio il testo normativo; possiamo in ogni caso cercare di analizzare il progetto del Governo partendo dall’accordo siglato con i sindacati lo scorso settembre. Si parla soprattutto di “anticipo pensionistico”, vale a dire della facoltà che il Legislatore intende dare a chi, in possesso dei requisiti richiesti, decide di aderire.

    In sostanza si offre la possibilità a chi ha almeno 63 anni di età e 20 di contributi – dipendenti privati o pubblici, autonomi o parasubordinati - di accedere alla pensione in anticipo rispetto all’età di vecchiaia tramite un prestito bancario restituibile ratealmente dall’interessato in 20 anni; perciò vengono coinvolti nel progetto istituti bancari e assicurativi.

    Sembrerebbe previsto anche un importo minimo di pensione da dover conseguire per poter accedere a questo strumento finanziario.

    Il punto cruciale su cui si snoda tutta la proposta sta ovviamente nel quantum della decurtazione: la rata mensile che graverà sulla pensione viene a sostanziare infatti una “penalizzazione implicita”.

    La previsione del Governo pare allineata ad un ridimensionamento diversamente modulato rispetto alla platea dei possibili beneficiari, nel senso di limitare la rata di rimborso per alcune categorie: lavoratori disoccupati di lunga durata, invalidi, chi assiste familiari con disabilità e chi si trova in altre situazioni meritevoli di tutela ancora da definire; in questo senso si parla di Ape sociale o Ape volontaria. Sembra poi ci siano dettagli normativi diversi anche nel caso di lavoratori coinvolti in piani di ristrutturazioni aziendali.

    L’anticipo pensionistico riveste comunque solo uno degli elementi di novità che verranno introdotti con la Legge di stabilità; sempre nell’ottica di una flessibilità in uscita sono infatti previste modifiche normative e fiscali riguardo la previdenza complementare, pilastro oramai sempre più necessario nel nostro sistema pensionistico.

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