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Da metà aprile incontri in lingua italiana per persone ucraine - ISCRIZIONI CHIUSE!In evidenza

Da metà aprile incontri in lingua italiana per persone ucraine - ISCRIZIONI CHIUSE!

Non un corso di italiano vero e proprio. Piuttosto degli appuntamenti in cui cominciare ad imparare qualche parola di italiano, di uso comune e da utilizzare nelle situazioni concrete della vita: in farmacia, al supermercato, in questura...

Li organizzano le Acli di Treviso, riservati a cittadini di origine ucraina arrivati in Italia dopo lo scoppio della guerra nel loro paese. Si terranno online, per venire incontro alle esigenze anche di chi abita in territori non limitrofi alla sede provinciale Acli, con la possibilità comunque di venire in presenza nella sala convegni di viale della Repubblica 193/A.

Si comincia mercoledì 20 aprile dalle ore 17 alle ore 18.30 e si prosegue una volta alla settimana.

Saranno presenti due persone ucraine con ottima conoscenza della lingua italiana per facilitare mediazione e traduzioni.

"Non è solo una occasione per far proprio un piccolo vademecum di parole utili in ogni situazione - spiegano i referenti dell'iniziativa per le Acli di Treviso -, ma anche di una possibilità di conoscersi e passare del tempo insieme, venendo anche incontro alle esigenze che ci sono state segnalate durante gli appuntamenti del sabato mattina nella nostra sede Acli".

Possiamo accogliere al massimo 12 partecipanti. Per segnalare il proprio interesse è sufficiente inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Nella risposta indicheremo il link per il collegamento.

Per informazioni:
Acli provinciali di Treviso aps
Viale della Repubblica 193/A Treviso
www.aclitreviso.it

Questa iniziativa si avvale di soli volontari per poter essere realizzata. Ringraziamo quanti a titolo diverso contribuiscono.

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Una famiglia deve avere una casa dove abitare, una fabbrica dove lavorare, una scuola dove crescere i figli, un ospedale dove curarsi e una chiesa dove pregare il proprio Dio

Giorgio La Pira