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Diritti umani: dalla regione un contributo alle scuole

La proposta di Ipsia sarà orientata al tema del consumo consapevole di cibo e allo spreco alimentareLa proposta di Ipsia sarà orientata al tema del consumo consapevole di cibo e allo spreco alimentare

Da una parte il cibo, lo spreco e il consumo consapevole. Dall’altro i diritti degli adolescenti, quelli ormai consolidati ed anche quelli che invece sono ancora tutti da conquistare. Su questi temi Ipsia Treviso ha elaborato due percorsi formativi per le scuole medie che sono stati inseriti nel Piano  2014 per i diritti umani della Regione Veneto, da cui gli istituti scolastici possono attingere per i propri studenti.

“E’ il meccanismo del voucher - spiegano i volontari di Ipsia - e funziona sostanzialmente così: con un avviso pubblico gli enti no profit sono stati invitati ad elaborare dei percorsi educativi destinati alle scuole; quelli approvati hanno ora visibilità sul sito regionale in modo che gli istituti scolastici possano scegliere i progetti per loro più interessanti o utili e attivarli nelle loro classi”. Sarà possibile chiedere alla Regione di fruire di un voucher, assegnato di fatto “a sportello” cioè in ordine di arrivo della richiesta e fino ad esaurimento fondi, per sostenere i costi del percorso didattico.

Dimmi come mangi… e ti dirò chi sei!” è il primo progetto presentato da Ipsia: prevede tre incontri in scuole medie, al cui interno è inserita anche una testimonianza ed una esperienza pratica, e mira a far riflettere gli studenti sull’articolo 25 della Dichiarazione universale dei diritti umani. Il percorso vuole sensibilizzare i ragazzi sul tema del consumo responsabile, rendendoli consapevoli del fatto che, in quanto consumatori, possono influire sulle scelte di consumo quotidiano,a partire per esempio dalla merenda.

Scopriamo insieme i tuoi diritti!”: invece è una proposta di due incontri, sempre in scuole medie, con lo scopo di approfondire attraverso il gioco la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. I ragazzi sono guidati ad una discussione critica sui diritti sanciti dal documento internazionale, stimolando anche una riflessione sulla loro violazione e sulle possibilità di difesa anche nel quotidiano.

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Una famiglia deve avere una casa dove abitare, una fabbrica dove lavorare, una scuola dove crescere i figli, un ospedale dove curarsi e una chiesa dove pregare il proprio Dio

Giorgio La Pira