Menu

21 marzo: un giorno di rinascita e di memoria

    21 marzo: un giorno di rinascita e di memoria

    Quando arriva il 21 marzo di ogni anno, pensiamo all’inizio della primavera, l’equinozio – il momento in cui le ore di luce e le ore di buio si equivalgono – ed alle giornate che si allungano.
    In realtà, la data del 21 marzo è rilevante anche da un altro punto di vista, perché porta con sé un significato molto importante: è la GIORNATA NAZIONALE della MEMORIA e dell’IMPEGNO in RICORDO delle VITTIME INNOCENTI delle MAFIE.
    Il 1° marzo 2017, infatti, la Camera di Deputati con voto unanime approvò la proposta di legge che istituì e riconobbe in questa data la ricorrenza del Ricordo delle Vittime Innocenti delle mafie.

    Perché è stata istituita questa giornata nazionale?
    Avete sentito parlare di don Luigi Ciotti – sacerdote a cui non piace essere chiamato “don”, infatti vuole essere chiamato unicamente con il suo nome “Luigi” – fondatore di LIBERA?
    Ecco, in occasione del primo anniversario della strage di Capaci – verificatasi il 23 maggio 1992 – tra Punta Raisi e Palermo, fu organizzata una commemorazione delle vittime alla presenza di membri della Polizia di Stato, cittadini, studenti e istituzioni.
    Nel corso della cerimonia, una signora si avvicinò a Luigi e si presentò: “Sono la mamma di Antonino Montinaro, il caposcorta di Giovanni Falcone. Perché il nome di mio figlio non lo dicono mai? È morto come gli altri.”
    I nomi di Antonino Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani – gli agenti di Polizia sulla prima macchina della scorta di Giovanni Falcone, la nota Quarto Savona Quindici – erano stati compresi unitamente nell’espressione “i ragazzi della scorta” e non chiamati uno ad uno singolarmente.
    Da questo grido di identità negata – così Luigi definì le parole della signora Carmela – si avvertì la volontà, l’impegno e il bisogno di dover mantenere sempre presente il ricordo del nome di chiunque fosse morto innocentemente per mano delle mafie: “All’improvviso mi fu chiaro che, come nella lotta alle droghe o all’emarginazione, anche nel contrasto alle mafie, si trattava di ripartire dall’ABC delle relazioni umane. Dall’ascolto delle persone e dal riconoscimento dei loro diritti. … Quella donna aveva il diritto di pronunciare il nome di suo figlio, che invece nei vari interventi era ricordato solo come uno dei ragazzi della scorta.”

    Perché è stato scelto proprio il 21 marzo?
    Per il valore simbolico di questa data: è il primo giorno di primavera – la stagione della rinascita, della speranza e del rinnovamento: la speranza delle verità e della giustizia sociale, perché ogni volta che facciamo memoria, seminiamo nuova speranza.
    Ogni anno, in occasione della GIORNATA NAZIONALE della MEMORIA e dell’IMPEGNO in RICORDO delle VITTIME INNOCENTI delle MAFIE, viene scelta una città diversa per la commemorazione, e viene letto a gran voce un lungo elenco di nomi che dà il chiaro segnale dell’impegno costante e quotidiano nella lotta contro le mafie.

    Quest’anno la GIORNATA NAZIONALE della MEMORIA e dell’IMPEGNO in RICORDO delle VITTIME INNOCENTI delle MAFIE sarà ospitata a Torino.
    Questo evento è aperto da un lungo corteo, che si snoda nelle vie della città ospitante, in cui partecipano i familiari delle vittime, studenti, cittadini provenienti da tutta Italia, istituzioni, membri della Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza; l’elenco dei nomi è letto da più voci: i familiari, rappresentanti di associazioni ed istituzioni impegnate nella lotta alle mafie, studenti e cittadini. È l’Italia che li ricorda e, chiamandoli, li rende testimonianza presente.
    La lettura di questi nomi vuole riconoscere uguale dignità ad ogni vittima delle mafie, a prescindere dal ruolo ricoperto nella società, gli incarichi svolti e dal luogo di provenienza.
    Tra i simboli più visibili in questa ricorrenza, presenti anche in occasione di ogni 23 maggio e 19 luglio, ci sono le lenzuola e drappi di colore bianco esposti ai balconi di abitazioni e palazzi.
    Questa usanza è nata in seguito alle stragi del 1992: a Palermo, migliaia di cittadini esposero lenzuola bianche sui loro balconi, in alcuni casi con evidenti appelli contro la mafia, rendendo le facciate delle case una protesta silenziosa, potente e numerosa, e un simbolo di presenza attiva nella città contro la mafia. Un urlo unanime contro la mafia: Palermo resta, la mafia fuori.
    BIANCO – colore della legalità dell’innocenza: la volontà di non dimenticare, di opporsi alla criminalità organizzata… di essere semi di primavere di verità e giustizia sempre presenti.

     

    Torna in alto
    Una famiglia deve avere una casa dove abitare, una fabbrica dove lavorare, una scuola dove crescere i figli, un ospedale dove curarsi e una chiesa dove pregare il proprio Dio

    Giorgio La Pira