Pensione di vecchiaia: requisiti confermati fino al 2026, cosa sapere

Fonte: www.patronato.acli.it
La Legge di Stabilità ha confermato anche per il 2026 le regole attualmente in vigore per l’accesso alla pensione di vecchiaia, offrendo continuità e maggiore certezza a lavoratori e lavoratrici che stanno pianificando il proprio pensionamento.
I requisiti per la pensione di vecchiaia nel 2026
Per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia restano necessari:
• 67 anni di età
• almeno 20 anni di contributi
Per chi ha iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996, ed è quindi interamente nel sistema contributivo, è previsto un ulteriore requisito: l’importo della pensione maturata deve essere pari almeno all’Assegno Sociale, che nel 2026 è fissato a 546,24 euro.
Fino al 31 dicembre 2026 non sono previsti incrementi dei requisiti anagrafici. Gli adeguamenti legati alla speranza di vita inizieranno ad applicarsi, in modo parziale, dal 2027, quando l’età per la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e 1 mese.
Lavoratori con contributi antecedenti al 1° gennaio 1996
I lavoratori e le lavoratrici che possono vantare contributi al 31 dicembre 1995 rientrano nel cosiddetto sistema misto, che combina il calcolo retributivo e contributivo.
Per loro, il diritto alla pensione di vecchiaia matura con:
• 67 anni di età (con eventuali adeguamenti dal 2027);
• almeno 20 anni di contributi, considerando tutta la contribuzione versata o accreditata a qualsiasi titolo: da lavoro, da riscatto, volontaria e figurativa.
Lavoratori con contributi successivi al 1° gennaio 1996
Chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 può accedere alla pensione di vecchiaia:
• a 67 anni di età, con almeno 20 anni di contributi, a condizione che l’importo della pensione sia pari all’Assegno Sociale;
• in alternativa, al compimento dei 71 anni di età, con almeno 5 anni di contribuzione effettiva, indipendentemente dall’importo della pensione maturata.
Lavoro e pensione: cosa sapere
Per ottenere la pensione di vecchiaia è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente.
Non è invece necessaria la cessazione dell’attività per chi svolge lavoro autonomo o parasubordinato.
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