Menu

Accreditare i periodi figurativi: ne vale sempre la pena?

    Accreditare i periodi figurativi: ne vale sempre la pena?

    di Chiara Pozzi, direttrice Patronato Acli Treviso
    Fonte: patronato.acli.it

    A volte si pensa che avere più contributi da accreditare sia sempre un vantaggio. Ma la normativa previdenziale ci insegna che ogni accredito va valutato con attenzione, perché può avere effetti non sempre positivi. Una scelta affrettata o poco consapevole può portare alla perdita di diritti o a penalizzazioni nel calcolo della pensione.

    Cos’è l’accredito figurativo 

    L’accredito figurativo consente di valorizzare, ai fini pensionistici, quei periodi in cui il lavoratore non ha versato contributi effettivi, ma è stato assente dal lavoro per motivi specifici.

    • Alcuni accrediti avvengono d’ufficio, come quelli per disoccupazione o cassa integrazione: in questi casi, il lavoratore non può rinunciare.
    • Altri, come la maternità fuori dal rapporto di lavoro o il servizio militare, vengono riconosciuti su domanda dell’interessato.

    Essendo gratuiti, molti lavoratori presentano la domanda senza riflettere troppo. Ma è davvero sempre una scelta vantaggiosa?

    Attenzione al sistema contributivo 

    Se il primo contributo è stato versato dopo il 31/12/1995, il lavoratore rientra nel sistema contributivo puro. In questo caso, accreditare periodi figurativi precedenti al 1996 può modificare il sistema pensionistico, trasformandolo da contributivo puro a misto.

    Ecco le principali conseguenze:

    Vantaggi 

    • Integrazione al minimo: nel sistema misto, lo Stato può integrare la pensione fino a circa 598 euro al mese (trattamento minimo 2025), se il reddito è basso.
    • Pensione di vecchiaia: nel sistema misto, non è richiesto il raggiungimento di un importo minimo pari all’assegno sociale (538,69 euro nel 2025), come invece avviene nel contributivo puro.

    Svantaggi 

    • Non è più possibile accedere alla pensione anticipata contributiva a 64 anni
    • Non si può più andare in pensione a 71 anni con almeno 5 anni di contributi
    • Si perdono i benefici riconosciuti alle donne con figli, salvo opzione al contributivo
    • L’importo della pensione può variare, perché cambia il sistema di calcolo

    È necessaria una consulenza personalizzata 

    Ogni situazione è diversa. Per questo, quando si parla di pensione e di diritti, nulla va lasciato al caso.

    Il Patronato ACLI è a tua disposizione per una consulenza personalizzata: tel 04221836144.

    Non esitare a contattarci: conoscere le regole significa difendere i tuoi diritti.

     

    Torna in alto
    Una famiglia deve avere una casa dove abitare, una fabbrica dove lavorare, una scuola dove crescere i figli, un ospedale dove curarsi e una chiesa dove pregare il proprio Dio

    Giorgio La Pira