Mesarvot: incontro con due obiettori di coscienza israeliani

Durante la scorsa settimana, nell’ambito dell’iniziativa “Un racconto di pace” alcuni volontari Acli hanno partecipato agli incontri con due attivisti e obiettori di coscienza israeliani. Abbiamo raccolto le loro impressioni dopo l’intensa testimonianza dei due giovani attivisti.
"Venerdì 29 novembre il Circolo Acli di Cornuda aps, nell'ambito del progetto RelAzionarsi al DiVerso, ha promosso un incontro all'IIS Einaudi-Scarpa di Montebelluna degli alunni di Quinta superiore con due coetanei israeliani obiettori di coscienza al servizio militare (36 mesi per i maschi e 24 per le ragazze). Dopo una breve introduzione generale, Iddo e Ella (questi i nomi degli obiettori) hanno presentato il movimento Mesarvot ("noi rifiutiamo") e a loro esperienza personale. Si è sviluppato un dialogo con la platea degli studenti grazie ad una testimonianza convinta di una scelta politica, oltre che personale, di rifiuto della violenza dell'IDF e dei coloni, e di solidarietà con i civili palestinesi vittime a Gaza e in Cisgiordania". (Gianpietro De Bortoli – Circolo Acli di Cornuda aps)
"Mercoledì 3 dicembre abbiamo partecipato all’incontro con gli attivisti di Mesarvot promosso dalle Acli di Venezia. La testimonianza di Iddo e Ella, due giovani refusenik, ha reso più concreto un dramma di cui sentiamo parlare quotidianamente ed evidenziato come sia una realtà difficilmente comprensibile a pieno dall’esterno. Ciò che mi ha colpito è stata la loro consapevolezza nell’essere obiettori di coscienza nonostante la giovane età e le conseguenze che hanno dovuto e devono affrontare, come il carcere. Ancor di più il non pensare di aver fatto qualcosa di straordinario né condannare chi si arruola poiché ritengono che entrambe siano reazioni umane alla situazione che si sta vivendo. È una dimostrazione della complessità di questa scelta: a volte non basta informarsi per agire di conseguenza, ma serve anche una buona dose di coraggio e determinazione personale". (Valentina Di Notte - operatrice volontaria del servizio civile universale alle Acli di Treviso)
"Per me essere obiettori di coscienza in quel contesto è un vero e proprio atto di coraggio: siamo tutti capaci di esprimere la nostra opinione, ma nel momento in cui ci trovassimo a scegliere se accettare passivamente la realtà che stiamo vivendo oppure disobbedire e rimanere coerenti le nostre idee, sapendo di andare in carcere, la decisione sarebbe difficile e la tentazione di non “ascoltare” sé stessi molto alta.
La cosa che più ho apprezzato è che questi ragazzi non si limitano a fare una scelta personale, ma mostrano a chi non vive quella realtà ciò che potrebbe fare per aprire gli occhi, interrogarsi e magari trovare il proprio modo di prendere posizione". (Alice Thiene – operatrice volontaria del servizio civile universale alle Acli di Treviso)
Articoli correlati (da tag)
- Tre giorni di formazione per i volontari in servizio civile del Triveneto
- Servizio civile si parte! Benvenute Alice e Valentina
- Riapertura dei termini del Bando volontari di servizio civile 2023
- Da Treviso a Parigi per l’Agorà 2023 dei giovani delle Acli!
- Sconfiniamo! I volontari di servizio civile in formazione
