IMU 2025: alla cassa per il saldo entro il 16 dicembre

Fonte: www.caf.acli.it
Tra un mese, il 16 dicembre, andrà in scadenza il pagamento del saldo IMU 2025. Di norma il versamento non è dovuto se non supera i 12 euro, da intendere come imposta totale dovuta sull’intero anno e non come singola rata di acconto o saldo (meglio comunque verificare cosa è stato disposto nello specifico dal proprio Comune). Quindi, se per assurdo all’acconto di giugno si sono pagati 10 euro e altrettanti ne devo pagare a saldo, l’imposta è sicuramente dovuta.
IMU 2025, quando va pagato?
Il saldo IMU 2025 va pagato col Modello F24 dai proprietari di abitazioni principali di lusso (categorie catastali A1, A8 e A9) o di seconde/terze case vuote o affittate. In caso di bisogno i consulenti CAF ACLI sono pronti a darvi una mano sulla trafila necessaria per adempiere all’obbligo: dalla verifica sull’aliquota annua, al calcolo e alla compilazione del modello di pagamento con cui poi si dovrà andare in banca o alla posta, salvo la scelta di farsi addebitare l’importo per via telematica sul conto corrente.
IMU 2025: pagamento con F24
Il modello F24 per il pagamento del saldo IMU 2025 va intestato al titolare del versamento, ovviamente in base all’utilizzo dell’immobile, al periodo e alla singola quota di possesso, indicando il codice del Comune destinatario del tributo (ad esempio H501 è il codice di Roma). Se poi si è residenti all'estero, per i versamenti occorre contattare direttamente il Comune beneficiario per ottenere le relative istruzioni e il codice IBAN del conto sul quale accreditare l’importo dovuto. In tal caso, qualora il residente all’estero fosse titolare di un c/c in Italia presso una delle banche convenzionate con l’Agenzia delle Entrate, potrebbe anche, previa registrazione ai servizi telematici della stessa Agenzia, compilare il Modello F24 ed eseguire il pagamento tramite il software F24 online.
IMU 2025: come si calcola il saldo
Messe da parte le indicazioni pratiche sul versamento, altrettanto importante è la delibera comunale che determina l’aliquota definitiva sul 2025. Il Comune infatti, come spesso accade, potrebbe aver rimodulato l’aliquota del saldo rispetto a quella di giugno (rata di acconto) che era ancora in vigore dall’anno precedente. Se allora l’aliquota dovesse essere cambiata rispetto a sei mesi fa, bisognerà ovviamente ricalcolare il tributo rapportandolo a tutti e 12 i mesi, o comunque all’intero periodo di possesso dell’immobile nell’arco dell’anno. Se invece da giugno l’aliquota non fosse variata, il saldo equivarrà esattamente alla rata di acconto, a meno che nel frattempo l’immobile non sia stato venduto o che magari non ne sia variato l’utilizzo (potrebbe, ad esempio, essere passato da locato a sfitto).
