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Bonus Mobili ammesso anche sull’acquisto della casa

    Bonus Mobili ammesso anche sull’acquisto della casa

    Fonte: www.caf.acli.it 

    Sul Bonus mobili, una domanda a cui spesso capita di rispondere, è se spetti o meno quando si effettua l’acquisto di un immobile già oggetto di ristrutturazione da parte dell’impresa edile che lo ha venduto. La risposta, confermata anche nei documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate, è affermativa. Negli anni, la conferma della spettanza del bonus anche in conseguenza dell’acquisto di immobili facente parte di un edificio interamente ristrutturato da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie (quindi non solo come “coronamento” alla diretta esecuzione dei lavori da parte del possessore dell’immobile), è stata data più volte. Tale parare positivo emerge anche dall’ultima guida fiscale, datata 2025, che l’Agenzia ha appunto rilasciato sull’agevolazione destinata ad arredi ed elettrodomestici.

    Bonus Mobili: a quali lavori è connesso

    La casistica, dunque, del Bonus Mobili collegato all’acquisto dell’immobile già ristrutturato dall’impresa che abbia provveduto a venderlo entro 18 mesi dalla chiusura dei canteri, si va ad aggiungere alle altre situazioni in cui la detrazione è riconosciuta, vale a dire quando il possessore o detentore effettua:

    • manutenzioni straordinarie;
    • ristrutturazioni edilizie;
    • manutenzioni ordinarie, solo su parti comuni condominiali;
    • restauri e risanamenti conservativi;
    • ricostruzioni o ripristini di immobili danneggiati da eventi calamitosi.

    Bonus Mobili 2025: quanto spetta

    Oltretutto il Bonus Mobili è stato il solo a essere “salvaguardato” dai tagli disposti con la manovra 2025. Se infatti per le classiche detrazioni relative a ristrutturazioni, risparmio energetico e interventi anti-sismici, il legislatore della scorsa Finanziaria ha introdotto la distinzione tra abitazioni principali e seconde case, in cui solo le prime hanno diritto al bonus maggiorato al 50% (36% dal prossimo anno), mentre le seconde devono accontentarsi del 36% (30% dal prossimo anno), il Bonus Mobili ha invece mantenuto, a prescindere dalla tipologia di abitazione, l’aliquota uniforme del 50% entro un tetto massimo di spesa pari a 5.000 euro.

    Bonus Mobili 2025: quanto spetta

    Tornando allora al discorso del Bonus Mobili connesso all’acquisto di edifici già ristrutturati dall’impresa edile, l’aspetto peculiare, come indicato sulla guida fiscale delle Entrate, è “la data di acquisto o di assegnazione dell’immobile”. Per far sì, infatti, che il Bonus Mobili venga riconosciuto al 50% sugli arredi o elettrodomestici destinati all’immobile acquistato, bisogna appunto che l’acquisto o l’assegnazione dell’immobile sia precedente a quello degli arredi/elettrodomestici.
    Si tratta in buona sostanza dello stesso principio che regola l’acquisto degli arredi quando è il titolare a eseguire in forma privata i lavori: in quel caso, infatti, la regola prescrive che l’acquisto degli arredi avvenga successivamente all’inizio dei lavori. Nel caso, dunque, dell’acquisto di immobili già ristrutturati, nei quali non è stato il titolare acquirente – bensì l’impresa – a eseguire i lavori, “per data di ‘inizio lavori’ viene intesa quella di acquisto o di assegnazione”;

    La data di inizio lavori o la data di acquisto non deve essere antecedente al 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei mobili e dei grandi elettrodomestici.

    Per l’acquisto di grandi elettrodomestici il beneficio è limitato all’acquisto delle tipologie dotate di etichetta energetica di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori.

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    Una famiglia deve avere una casa dove abitare, una fabbrica dove lavorare, una scuola dove crescere i figli, un ospedale dove curarsi e una chiesa dove pregare il proprio Dio

    Giorgio La Pira