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Verso le elezioni a Treviso/4: le Acli incontrano il M5S

Verso le elezioni a Treviso/4: le Acli incontrano il M5S

Terza serata di approfondimento della presidenza provinciale Acli di Treviso in vista della prossima tornata elettorale in cui i trevigiani sceglieranno il sindaco della città.
È intervenuto il candidato del M5S Domenico Losappio.

Proseguono gli incontri di approfondimento con i candidati sindaci alle prossimi elezioni amministrative in Comune a Treviso. Dopo Mario Conte, Maristella Caldato e Giovanni Manildo, arriva in presidenza provinciale Acli Domenico Losappio del Movimento 5 Stelle. E sollecitato sui temi “sociale – ambiente – turismo” apre ad alcuni riflessioni e proposte.

“Sul primo ambito, il sociale, siamo consapevoli che le risorse sono ridotte e che l’aumento della popolazione anziana pone nuovi quesiti, come le situazioni di marginalità – spiega -. Crediamo però che, prima ancora del problema economico, c’è la solitudine delle persone, la fatica ad orientarsi e a chiedere aiuto. E da qui il bisogno di facilitare l’ascolto, la rete di solidarietà, il sostegno”.

SPAZI DI COMUNITA’

“Oggi in città mancano spazi agibili e a norma, aperti e disponibili per le persone – prosegue -. Alcune delle nostre piazze possono diventare luoghi in cui ospitare appuntamenti, valorizzare la presenza delle associazioni, sportive, ludiche, aggregative, concretizzare le belle idee di cui siamo venuti a conoscenza in questo periodo”. Spazi insomma restituiti alla città, da Piazza Martiri Belfiore ai Giardini di Sant’Andrea, anche per riscattarli dal disagio di cui possono essere espressione.

“Per quanto nelle possibilità del Comune credo sia da riavviare un importante dialogo sui temi dell’educazione con le scuole, perché questa è la vera emergenza giovanile”.

PRO REDDITO DI CITTADINANZA

Sollecitato dalle Acli (promotrici del reddito di inclusione attualmente in vigore) spiega perché ritiene che il reddito di cittadinanza possa rappresentare una formula migliore: “Parte da un approccio di maggiore sicurezza per i cittadini perché prevede che, se non c’è lavoro, c’è comunque un sostegno. Non è assistenzialismo, perché prevede forme di reinserimento, riqualificazione… Certo, questo prevede un poderoso rafforzamento dei centri per l’impiego anche nel tentativo di togliere il monopolio della ricollocazione alle agenzie interinali”, nella convinzione che questa funzione debba rimanere pubblica.

“Indubbiamente serve fare rete, tra servizi, con il mondo del terzo settore che non può rappresentare una stampella dell’ente pubblico – ribadisce Laura Vacilotto, presidente provinciale Acli -; altrimenti comunque la si voglia chiamare e qualsiasi sia il punto di partenza si investono risorse per un impatto depotenziato”.

LEGALITA’ AL PRIMO PUNTO

Anche sul tema della legalità il M5S ha delle doverose sottolineature: “Va affrontato, consapevoli che ci sono “reticenze” anche culturali qui al Nord dove la percezione della criminalità organizzata è assolutamente irreale”, e va affrontato perché ci sono importanti ripercussioni di ordine economico. Senza considerare le questioni collegate al lavoro nero e alla sicurezza: servono autentici percorsi di cittadinanza che operino sulle consapevolezze, sull’uscita dal silenzio, sulla percezione del reale, a partire da chi amministra la città.

CHE ARIA TIRA?

Poi c’è la questione ambiente, su cui le Acli sottolineano la bella partecipazione costruttiva di cittadini riuniti in comitati, indicando azioni semplici (piantare alberi? affrontare tema trasporti pubblici in modo più oculato?) per migliorare la qualità dell’aria. Iniziative semplici, quasi banali, che sono più efficaci di targhe alterne e giornate ecologiche.

“Rivedere il tema dei trasporti pubblici è una delle priorità, a partire dalla rivisitazione dei percorsi delle linee urbane ed extra urbane perché siano più efficaci – sottolinea Losappio -. Questo anche per venire incontro alle esigenze degli anziani, oltre che ai temi ambientali. Inoltre, io dico cemento zero, per evitare di portare e muovere nuove auto. Del resto, il centro storico deve essere il centro commerciale della città, lo abbiamo svuotato già a sufficienza. Ed utilizziamo i parcheggi scambiatori che sono vuoti, valorizzando le aree circostanti”. Per esempio il lungo Sile, da Dal Negro a Riviera Margherita: perché non riservarli all’artigianato, anche pedonalizzando l’area.

Aeroporto? “Ripristinare la legalità. C’è un limite di movimenti all’anno: va tenuto! Mentre già quest’anno l’hanno superato. C’è un piano di zonizzazione acuistica vetusto. E’ un problema di inquinamento, ma anche di rischio sicurezza. E li vicino c’è il deposito di carburante, è un’area super urbanizzata, ci sono le abitazioni, ci sono le scuole. E vogliamo parlare del problema auto?”. Quindi, “vogliamo itticoltura su quel territorio o aerei? Perché entrambi non ci possono stare…”. Ma sull’aeroporto il M5S solleva tante altre questioni: i prodotti che possono finire nelle acque; il problema ambientale inteso nelle sue articolazioni; il tema turistico; l’impatto sulla viabilità; la reale utilità sul territorio di Treviso… “Il grande conflitto di interessi è sui parcheggi. In Veneto stiamo cercando di far applicare l’Iresa, la tassa sugli spostamenti, destinata ai comuni in cui hanno sedi gli aeroporti per fare opere di mitigazione ambientale”.

“Infine segnalo: va completata la rete fognaria, quantomeno va programmata con un piano pluriennale. Inoltre, va affrontato il tema dei quartieri periferici, mettendo in sicurezza le strade dal punto di vista anche delle asfaltature, dissuasori. Infine turismo e cultura: c’è molto da fare oltre le mostre di Goldin, per far conoscere Treviso, per esempio attraverso percorsi tematici, facendo rete”.

E in ultimo rilanciano sul bisogno di un identificativo, di un marchio: Treviso città d’acqua (attraversata dall’acqua, elemento ambientale, economico, ludico), città del medioevo (con moltissime opere importanti) pensandone un evento che nel tempo cresca e ci riporti sul livello nazionale. Le idee in campo, da questo punto di vista, sono davvero tante. Ed interessanti.

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Una famiglia deve avere una casa dove abitare, una fabbrica dove lavorare, una scuola dove crescere i figli, un ospedale dove curarsi e una chiesa dove pregare il proprio Dio

Giorgio La Pira