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Mutui poco trasparenti: l'arbitrato dà ragioni ai clienti

Mutui poco trasparenti: l'arbitrato dà ragioni ai clientireynermedia (cc) Flickr

Tra il 2003 e il 2009, Barclays ha proposto a molte famiglie di stipulare mutui in euro indicizzati al franco svizzero, assicurando tassi più bassi legati a una moneta stabile come quella elvetica. Ma non sempre la banca ha comunicato con la dovuta trasparenza quanto poteva incidere il rischio di cambio. Oggi arrivano le prime decisioni favorevoli ai clienti sulle controversie aperte anche dalla Lega consumatori di Treviso.

Il caso che vogliamo raccontare riguarda solo uno dei circa 5.500 mutui per l’acquisto della prima casa stipulati in Italia fra il 2007 e il 2009 con la Barclays Bank plc. Nel 2008 una coppia trevigiana ottiene un mutuo di 160mila euro dalla banca inglese. I problemi si presentano nel 2014 quando, pensando di trasferire il mutuo con una surroga a un altro istituto, chiede a Barclays di conteggiare l'importo del capitale residuo. La sorpresa è amara: ai 140mila euro residui occorre sommare circa 50mila euro di “conguaglio cambio” in seguito alla rivalutazione del franco svizzero sull’euro. Così, dopo aver pagato per anni le rate del mutuo, la somma totale da restituire sarebbe superiore a quella iniziale: 189.698 euro.

Per capire perché la nostra coppia era stata convinta a stipulare un finanziamento indicizzato all'andamento del franco svizzero e al Libor (il tasso d’interesse di mercato a cui le banche si scambiano prestiti in diverse valute), è necessario contestualizzare la situazione economica tra il 2007 e il 2008. Siamo in piena crisi economica mondiale, Lehman Brothers è fallita, il tasso base Euribor (per le transazioni finanziarie interbancarie in euro) è di circa il 5% e gli interessi per i mutui agganciati a questo parametro si attestano tra il 6 e l'8,50%, meno favorevole della proposta di Barclays.

In questa situazione i suoi clienti non sono però informati adeguatamente del rischio di cambio del franco svizzero, ritenuto “sicuro” perché estremamente stabile. Perlomeno fino a quando la Banca centrale svizzera interrompe nel 2015 la politica di difesa del cambio. La quotazione franco svizzero-euro passa da 1,60 del 2007 a 1,09 dei nostri giorni, con conseguenze penalizzanti per i mutuatari. L’articolo del contratto di mutuo che affronta nello specifico la questione è poco chiaro: la nostra coppia di Treviso non era in grado di comprendere le oscillazioni, calcolate su presupposti che la banca aveva assicurato essere del tutto favorevoli ai sottoscrittori, non informando che il franco in quel momento era ai minimi storici.

La Lega consumatori di Treviso ha seguito alcuni casi di questo tipo e nel dicembre 2015 ha presentato ricorso all'Arbitro bancario finanziario (Abf) di Milano, contestando il metodo di calcolo finanziario applicato da Barclays. In questi giorni è arrivata la decisione positiva dell'Abf, che ha dichiarato la disapplicazione dell'articolo 7 del contratto di mutuo: la banca deve eseguire i conteggi per estinzione anticipata o surroga determinandoli sulla base della differenza tra la somma iniziale e l'ammontare delle rate restituite, senza applicare la duplice conversione del cambio. 

Francesco Tarantolo

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