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Tavola Rotonda Acli Colf e Caritas Internationalis

Tavola Rotonda Acli Colf e Caritas Internationalis

Si terrà venerdì prossimo 17 giugno, dalle ore 16.00 alle ore 19.30, a Roma, piazza di San Calisto 16, la Tavola rotonda “Nuove cittadine, non solo lavoratrici domestiche. Percorsi di riflessione ed inclusione sociale verso la cittadinanza”, promossa dalle Acli Colf, l’associazione delle Acli che, da oltre sessant’anni si occupa della tutela e promozione culturale delle collaboratrici familiari italiane e immigrate, in collaborazione con Caritas Internationalis, in occasione del V° anniversario dell’adozione da parte dell’Ilo della Convenzione Internazionale sulle lavoratrici e lavoratori domestici.

La tavola rotonda ospiterà vari interventi a partire dal racconto delle esperienze delle Acli Colf a livello territoriale, per aprire un confronto sulle questioni che si intrecciano tra lavoro domestico e di cura, e i percorsi di inclusione sociale che hanno vissuto e stanno vivendo molte colf e badanti straniere presenti nel nostro Paese – in particolare donne.

Per affrontare queste questioni interverranno Livia Turco (Presidente nazionale della Fondazione Nilde Iotti, già Ministro delle Politiche Sociali), Ugo Melchionda (Presidente di IDOS – Centro ricerche sulle migrazioni) e porteranno il loro contributo rappresentanti di organizzazioni, sindacati, associazioni ed esperti che si occupano di promuovere la dignità del settore domestico e di cura. Saranno presenti Gianni Rosas (Direttore Ilo Italia e San Marino), Roberto Rossini (Presidente nazionale Acli) e Michel Roy (Segretario Generale Caritas Internationalis). Modera l’incontro Pino Gulia (Patronato Acli). Alla fine dell’incontro sarà possibile visitare la Mostra Internazionale sulle Moderne forme di schiavitù “Dietro il codice a barre” (Ressources Humaines Sans Frontiéres).

Raffaella Maioni, Responsabile Nazionale Acli Colf, associazione da sempre impegnata nella lotta per il riconoscimento e la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori domestici, e Maria Suelzu, migration officer di Caritas Internationalis, nel promuovere questo incontro, sottolineano «l’importanza di riflettere su questi temi unendo la prospettiva nazionale con quella internazionale per garantire dignità a queste donne e uomini che fanno parte delle nostre comunità sempre più transnazionali».

 

Il lavoro domestico e in particolare il lavoro di cura, oggi contribuisce in maniera fondamentale al welfare del nostro Paese. E nonostante la ratifica dell’Italia della C189 nel 2013, circa il 60% dei lavoratori domestici lavora ancora in nero (Dati ILO 2016 - nel mondo ci sono circa 67 milioni di lavoratori domestici. In Italia si parla di due milioni considerando anche il lavoro sommerso) e molti non vedono riconosciuti diritti fondamentali come la maternità e la malattia. L’apporto prezioso di migliaia di donne e uomini alla vita quotidiana delle nostre famiglie e al divenire del nostro Paese rimane quasi invisibile, con un forte rischio di femminilizzazione della povertà.

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Una famiglia deve avere una casa dove abitare, una fabbrica dove lavorare, una scuola dove crescere i figli, un ospedale dove curarsi e una chiesa dove pregare il proprio Dio

Giorgio La Pira