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Inaugurata la seconda sede Acli a Conegliano

Inaugurata la seconda sede Acli a Conegliano

L’inaugurazione si è tenuta questa mattina, sabato 24 ottobre alle ore 11 nei locali di Via Gera 13.
Hanno partecipato il presidente delle Acli di Treviso Andrea Citron, il sindaco di Conegliano Floriano Zambon, il presidente regionale delle Acli Andrea Luzi,  la consigliera regionale Sonia Brescacin, il presidente nazionale delle Acli Gianni Bottalico.

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Seconda inaugurazione di una sede Acli in questo mese di ottobre a Treviso. Dopo quella di Roncade, stavolta si tratta dell’ufficio di Conegliano nei locali di via Gera 13 che va ad aggiungersi alla presenza ormai storica dell’associazione in via Battisti 5/d.
Qui hanno trovato posto gran parte dell’attività di Acli Service Treviso, in particolare successioni, locazioni, contabilità dei minimi, e un recapito di Patronato dove sono stati implementati anche i servizi più innovativi e di alta specializzazione in materia di lavoro e previdenza.

“Abbiamo deciso di potenziare la nostra presenza, diventando ancora più accessibili per le persone e le famiglie – ha spiegato il presidente provinciale delle Acli Andrea Citron -. In questi tempi di tagli e di difficoltà, per la nostra associazione è senza dubbio un importante risultato aver aperto una seconda sede in questo territorio con l’intento di presidiarlo per rispondere ai bisogni delle persone soprattutto nell’esercizio dei propri diritti”.

“Il nostro agire quotidiano – ha proseguito Citron - continuerà a caratterizzarsi per l’impegno e la passione con cui opereremo per la tutela dei diritti dei lavoratori, al servizio dei cittadini, per il sostegnoalle famiglie e alle persone in difficoltà. Consapevoli che le sfide che ci attendono sono sicuramente impegnative ma anche ricche di possibilità. Vogliamo, in questo modo, garantire la nostra presenza costante tra la gente”. Così le Acli potranno continuare ad essere, davvero, protagoniste del territorio.

“Ringrazio le Acli per aver scelto di “abitare” questo posto che rischiava di diventare un “non-luogo” – ha detto il sindaco di Conegliano Floriano Zambon -; così non solo rivivono gli spazi urbani riconvertiti e riqualificati ma si inseriscono dei servizi utili alla gente ed innovativi per la comunità. La vostra lunga storia, a cui riconosco anche un significativo impegno per la formazione civica delle persone, è il bagaglio più importante da proiettare ora sul futuro di tutti”.

“Inaugurare dunque una sede in questo “non luogo” – ha ripreso il presidente regionale delle Acli Andrea Luzi -, è coerente con il mandato che ci ha affidato Papa Francesco: saper essere vicini alla gente, soprattutto ai più poveri, riuscendo anche superare le cause stesse della povertà. In questa prospettiva si inserisce l’impegno per l’Alleanza contro la povertà che ha visto il nostro presidente nazionale in prima linea, con coraggio e perseveranza. Le sfide della modernità e della società liquida sono molte e complesse e si possono vincere con la collaborazione di tutti e con l’unità”.

“In questi anni di trasformazioni le persone continuano ad aver bisogno di punti di riferimento – ha sottolineato anche la consigliera regionale del Veneto Sonia Brescacin -; i cambiamenti, portati anche dalla presenza della tecnologia che impattano soprattutto sulle persone di una certa età, chiedono di mantenere i presidi qualificati sul territorio. Per questo, aprire una nuova sede con servizi utili ed adeguati è un segnale importante di vicinanza alla gente e alla vita della comunità. Sono i nostri territori stessi a meritarlo”.

“La rinnovata e potenziata presenza dell’associazione su Conegliano rappresenta una scelta strategica importante – ha ricordato infine il presidente nazionale delle Acli Gianni Bottalico -. Del resto, le persone continuano ad avere necessità di servizi qualificati e di una realtà associativa vivace e aggregante, soprattutto coloro che si trovano a vivere situazioni di fatica, debolezza, povertà. Anche con questa iniziativa le Acli raccolgono le sfide del futuro, in ordine alla tutela dei diritti di ogni persona, alla promozione umana e sociale, alla partecipazione alla vita democratica, alla lotta contro ogni forma di povertà nel nostro Paese, alla costruzione di legami di solidarietà e di stili di vista che ci permettono uno sviluppo più sostenibile. L’orientamento popolare e il forte ancoraggio ai valori cristiani restano la stella polare con cui guardiamo al futuro. Questa terra, questa regione, le ha sempre espresse con grande impegno e per ciò le va il nostro riconoscimento”.

Del resto, Conegliano vanta la presenza storica di Circoli che hanno saputo rinnovarsi e rilanciarsi con iniziative ed attività: Conegliano stesso e Parè, che contano più di un migliaio di associati, in rete con i vicini Circoli di Susegana, San Fior, Saccon ed altrettanti soci.

Il Patronato Acli ha aperto nel 2014 7.620 pratiche, in incremento del 17% rispetto all’anno precedente: tra quelle di “tutela” si contano 774 pratiche di disoccupazione, 225 maternità e 619 invalidità. Persone che si sono rivolte a questo ufficio per accedere all’esercizio di un loro diritto, altrimenti percepito come difficilmente raggiungibile. La gran parte del lavoro è svolta comunque in materia previdenziale: circa 1/3 sono consulenze e pratiche di pensione.  1050 sono state quelle collegate all’ottenimento dei titoli per il regolare soggiorno in Italia degli stranieri. L’attività di Acli Service invece a Conegliano si divide tra la campagna fiscale che ogni anno conta oltre 3.000 modelli tra 730 e Unico, le richieste di dichiarazioni DSU (Isee) - più di 600 in questo 2015, 450 pratiche di Imu/Tasi, la gestione di circa 200 contratti di lavoro domestico. Oltre ai servizi per le successione, la gestione del regime dei minimi e le locazioni, i più recenti tra i prodotti ma in costante crescita.

Numeri, tutti questi, che raccontano come si tratti di servizi di tutela, di consulenza, di supporto alla gente nell’esercizio dei propri diritti, nella spesso complicata materia fiscale, nell’ottenimento di prestazioni sociali, nell’aiuto per il disbrigo di pratiche altrimenti in capo al singolo o alla famiglia.

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Una famiglia deve avere una casa dove abitare, una fabbrica dove lavorare, una scuola dove crescere i figli, un ospedale dove curarsi e una chiesa dove pregare il proprio Dio

Giorgio La Pira