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T&L: volontariato in tutto il mondo!

T&L: volontariato in tutto il mondo!

Che cos’è il volontariato internazionale? Da questa domanda è nato l’incontro dello scorso 10 dicembre, svoltosi alle Acli provinciali di Treviso e organizzato da Ipsia Treviso (Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli). All’evento è intervenuto Daniele Socciarelli, il coordinatore del progetto “Terre e Libertà”, incentrato sull’organizzazione di campi di animazione in Africa e nell’Est Europa.

La giornata si è divisa in due parti: il pomeriggio era dedicato alla formazione dei ragazzi in servizio civile regionale, mentre la sera si è tenuto un aperitivo durante il quale sono stati presentati i campi di volontariato di Terre e Libertà.

I servizi civili del progetto “Animatori di solidarietà. Tra scuola e territorio”, coordinato dal Centro di Servizi per il Volontariato di Treviso, hanno preso parte ad una formazione basata su uno dei concetti cardine dell’associazione Ipsia, il volontariato internazionale, che si concretizza nell’esperienza all’estero promossa da Terre e Libertà: tramite la metafora dello zaino e di tutti gli oggetti che esso contiene, i ragazzi hanno toccato con mano cosa significa decidere di partire e di impegnarsi in un’esperienza come questa.

L’incontro serale, invece, è stato l’occasione per confrontarsi con i partecipanti sulle proprie esperienze di volontariato e sul campo estivo tenutosi in Moldavia l’estate scorsa presso l’orfanotrofio di Chişinau; grazie alle foto e alla lettura delle testimonianze dei volontari, i presenti hanno potuto immergersi in un’atmosfera diversa da quella di tutti i giorni, completamente nuova per alcuni, ma molto familiare per altri (il paese di origine di una delle signore intervenute è proprio Chişinau).

La giornata si è conclusa con un momento di convivialità in cui si è brindato a questa iniziativa davanti a un ricco aperitivo.

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Una famiglia deve avere una casa dove abitare, una fabbrica dove lavorare, una scuola dove crescere i figli, un ospedale dove curarsi e una chiesa dove pregare il proprio Dio

Giorgio La Pira