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Novità per il Bonus Asilo Nido 2020

    Novità per il Bonus Asilo Nido 2020

    Buone notizie per le famiglie con figli piccoli: la Legge di Bilancio 2020 ha aumentato l’importo annuale del Bonus Asili Nido, rimodulandolo sulla base di tre specifiche soglie ISEE differenziate.

    Il Bonus Asilo Nido è un contributo erogato dall’INPS, per 11 mensilità, alle famiglie per il pagamento delle rette degli asili nido, pubblici e privati, per le spese sostenute per attività di supporto presso la propria abitazione, in caso di bambini affetti da gravi patologie.

    Il Bonus viene erogato anche in caso di figli adottati.

    Dal 2020 l’importo viene aumentato, passando dai 1.500 euro all’anno del 2019 agli attuali 3.000 euro per le famiglie con il reddito meno elevato. Ma vediamo in sintesi i nuovi importi:

    Fascia ISEE
    tipologia “minorenni”

    Bonus Asilo Nido 2020
    Importo annuo

    Bonus Asilo Nido 2020
    Importo mensile

    Da zero a 25.000 euro

    3.000 euro

    272,73 euro

    Da 25.001 a 40.000 euro

    2.500 euro

    227,27 euro

    Oltre 40.000 euro

    1.500 euro

    136,36 euro

     

     

     

     

    In merito al Bonus Asilo Nido è importante fare attenzione alle seguenti condizioni:

    • la richiesta deve essere presentata dal genitore che effettivamente paga la retta di frequenza;
    • il contributo mensile erogato dall’INPS non può eccedere la spesa sostenuta per il pagamento della singola retta;
    • il Bonus Asilo Nido non è cumulabile con la detrazione fiscale prevista per la frequenza degli asili nido, a prescindere dal numero di mensilità percepite.Inoltre, il genitore richiedente deve poter far valere i seguenti requisiti:
    • essere di cittadinanza italiana o UE;
    • essere titolare di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
    • essere titolare di carta di soggiorno per familiari extra-comunitari di cittadini dell’Unione europea o di carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza dell’Unione europea;
    • avere lo status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;
    • essere residente in Italia;
    • relativamente al contributo per forme di assistenza domiciliare, il richiedente deve coabitare con il figlio ed avere dimora abituale nello stesso comune.

     

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    Una famiglia deve avere una casa dove abitare, una fabbrica dove lavorare, una scuola dove crescere i figli, un ospedale dove curarsi e una chiesa dove pregare il proprio Dio

    Giorgio La Pira