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In continuo movimento. Incontro nazionale di studi Acli

In continuo movimento. Incontro nazionale di studi Acli

Qualcosa si è inceppato nella società italiana: le promesse di miglioramento associate all’istruzione e al lavoro sempre più spesso non vengono mantenute.

Nel nostro paese, in pratica, nel migliore dei casi resti quello che nasci: per un bambino di una famiglia a basso reddito ci vogliono cinque generazioni per entrare nel ceto medio.

Anche chi è nato in una famiglia di classe media si trova spesso a fare esperienza di una qualche forma di declassamento.

L’Italia assomiglia sempre più a una clessidra con una grande base e una piccola sommità.

Stiamo quindi tradendo l’Articolo 3 della Costituzione? La Repubblica non sembra più riuscire a garantire a tutti «il pieno sviluppo della persona umana». Quando in una società conta troppo l’ereditarietà, la coesione sociale è a rischio.

Il risentimento verso le élite, lo sprezzo per i poveri, così come il richiamo all’uomo forte sono conseguenze del deficit di mobilità?

A pensarci bene, la mobilità sociale non è né di destra, né di sinistra, ma è una questione democratica fondamentale.

Le ACLI – nel cui statuto è espressamente indicata la finalità di promozione dei lavoratori e di una società in cui sia assicurato, secondo democrazia e giustizia, lo sviluppo integrale di ogni persona – ritengono che la mobilità sociale sia un argomento cruciale ed urgente, al quale dedicare la 52° edizione dell’Incontro nazionale di studi.

L'evento si tiene quest'anno a Bologna dal 14 al 16 settembre 2019.

 

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Una famiglia deve avere una casa dove abitare, una fabbrica dove lavorare, una scuola dove crescere i figli, un ospedale dove curarsi e una chiesa dove pregare il proprio Dio

Giorgio La Pira