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Goffredo Buccini: "Le periferie oggi non sono solo geografiche"

Goffredo Buccini: "Le periferie oggi non sono solo geografiche"

"Le periferie oggi non sono solo geografiche. Ci sono vie intere dei nostri centri città svenduti dagli italiani agli immigrati," ha detto Goffredo Buccini, giornalista del Corriere della Sera, all'incontro dell'11 marzo organizzato da Politica Informazione con le Acli del Veneto.

L'autore del libro Ghetti. L'Italia degli invisibili, la trincea della nuova guerra civile, ha raccontato come "interi territori sono 'abbandonati' ad un incrocio di fattori drammatici: la crisi economica, l'immigrazione, l'inadeguatezza dell'accoglienza. È una bomba sociale, profluvio di violenza. E la politica, anche quella che delle due 'P': poveri e paura, ha fatto bandiera, se ne è di fatto dimenticata. Dalla ricostruzione del tessuto sociale però bisogna ripartire".

Le "nuove" periferie sono anche nei centri storici 

"Ci sono le periferie tradizionali, le identifichiamo, ci rassicurano quasi perché sappiamo che possiamo abbatterle," ha spiegato poi Ezio Micelli, urbanista e docente universitario. "Ma il problema è più sofisticato perché si annida dentro alle ricchezze e non nelle aree degradate, nei centri storici, luoghi della nostra identità eppure non più interamente sotto controllo".

"Cioè, intere parti del nostro paese si scoprono 'periferie', hanno perso la loro centralità. E le responsabilità sono delle pubbliche amministrazioni locali assenti, delle imprese che vanno a pescare lì manodopera a bassissimo costo, anche della società civile. Qui però ci sono 'angeli', operatori del sociale che costruiscono ogni giorno rete e dialogo a partire dal rendere protagonista proprio chi le periferie le abita".

Animare le periferie: riscoprire le nostre risorse

L'iniziativa delle Acli nelle periferie significa innanzitutto decostruire i luoghi comuni che le riguardano scoprendo non solo criticità ma anche risorse, spiega Cristiano Caltabiano, ricercatore delle Acli Nazionali per il progetto Animazione delle comunità ed esplorazione delle periferie.

"Per fare questo dobbiamo tornare a stare nelle periferie con lo sguardo dell'etnografo e sperimentare innovazione sociale stratificata, raccogliendo dati approfonditi, aggiornati, reali. Gli ambiti sui quali intervenire per mettere in moto la rigenerazione urbana sono: il problema casa, il lavoro, la terra (intesa come degrado urbano). Nel lavoro circolare dell'animazione serve: esplorazione, immaginazione, coinvolgimento, agentivitò, ovvero creare opportunità di trasformazione".

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Una famiglia deve avere una casa dove abitare, una fabbrica dove lavorare, una scuola dove crescere i figli, un ospedale dove curarsi e una chiesa dove pregare il proprio Dio

Giorgio La Pira