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Senza confini, con Erica Boschiero

Senza confini, con Erica Boschiero

"Una canzone che parla di confini, di persone che lasciano la propria casa, che intraprendono viaggi difficili, che sognano sogni grandi".

Con queste parole la cantautrice Erica Boschiero ci aveva presentato la sua canzone Senza confini, frutto dei laboratori in aula e del lavoro di scrittura collettiva svolto con i ragazzi e le ragazze delle scuole dell'Alto Friuli.

Riascoltare questa canzone oggi, a distanza di quasi due anni, è più che mai attuale. Diventa un esercizio utile per approcciarsi anche all'immediatezza di questo presente, dove troppo spesso le voci che più si distinguono gridano intolleranza e volontà di chiusura.

Frontiere chiuse contro il diverso, lo straniero. Senza rendersi conto che "per i bambini il diverso è un po' più 'normale' rispetto agli adulti. Loro sperimentano ogni giorno di avere gli stessi sogni, gli stessi bisogni, gli stessi interessi". Senza confini.

Il testo di Senza confini

Da anni qui nelle città non c’è che fumo e bombe a volontà
E tutto il mondo intanto parla di frontiere
E come fiori senza luce noi cerchiamo il sole che non c’è
Qui non possiamo più resistere, che fare?

Il dolore che ci assale
La paura di morire
Voglia di andare

Così si andrà senza confini né divisioni
Cosi sarà come gli uccelli sopra le nubi
L’aria frontiere non ha 
Sulla terra più muri si fanno
L’uomo li demolirà un giorno…

Stanchi e senza cibo trasciniamo i passi verso nord
E nascondiamo i nostri volti nella notte
Fino alla barca che ci aspetta per portarci presto via di qua
E siamo tanti in mezzo al mare che si arrabbia

La paura di naufragare
La speranza di arrivare
Voglia di casa

Quando arriviamo sulla costa non è come sognavamo noi
Soltanto muri e poliziotti che controllano 
Chi di noi potrà restare e invece chi di noi dovrà tornar
Di nuovo indietro tra la cenere e il mare

Tanti sguardi che fanno male
Tanti sogni da realizzare
Sete di libertà

Musica
Erica Boschiero

Testo realizzato con gli alunni di
Scuola secondaria di primo grado di Artegna (cl. 2^A e 2^B)
Scuola secondaria di primo grado di Comeglians (cl. 2^A)
Scuola secondaria di primo grado di Forni Avoltri (cl. 1^-2^)
Scuola primaria di Tolmezzo - Betania (cl. 5^)

Coordinamento
Elena Mattiussi, Andrea Disint, Cristian Musso

Arrangiamento
Edu Hebling

Con la partecipazione
del Coro Piccoli Cantori di Montecchio Maggiore

Registrazione, missaggio e mastering
Luca Sammartin

Realizzato dalla Rete Sbilf, rete di scuole dell’Alto Friuli nell’ambito del progetto Strade di Cittadinanza finanziato con i Progetti Speciali della Regione Friuli Venezia Giulia 2016/17.

La registrazione della canzone è stata realizzata con il contributo delle Acli Provinciali di Treviso grazie ai fondi 5x1000 annualità 2014.

 

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Una famiglia deve avere una casa dove abitare, una fabbrica dove lavorare, una scuola dove crescere i figli, un ospedale dove curarsi e una chiesa dove pregare il proprio Dio

Giorgio La Pira