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Cooperazione, sviluppo, Ong: a scuola di cittadinanza globale

Cooperazione, sviluppo, Ong: a scuola di cittadinanza globale

“Le grandi sfide della società contemporanea
 richiedono che gli individui possiedano
 una coscienza globale. Formata con conoscenze, capacità, valori
 e atteggiamenti che favoriscano un mondo più
 sostenibile e inclusivo.”

Proprio con questo obiettivo, contenuto in un documento della Conferenza delle Regioni
 sull’educazione alla cittadinanza globale, anche la sede locale di Ipsia (l’Ong delle Acli) a Treviso, ha condotto laboratori a scuola e preso parte a “Giovani: nuovi narratori e attori della cooperazione allo sviluppo”.

Un progetto finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione e lo sviluppo (Aics), che vede Oxfam Italia come ente coordinatore di 29 organizzazioni presenti in 69 province su tutto il territorio nazionale.

Dall’inizio dell’anno più di 40 studenti tra 18 e 19 anni, iscritti a 3 classi dell’istituto superiore Einaudi di Montebelluna, hanno seguito il percorso curato da Ipsia Treviso, che li ha portati a scoprire gli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile e l’Agenda 2030 dell’Onu, oltre riflettere sul significato delle migrazioni globali.

Orizzonte 2030: per uno sviluppo sostenibile

In un momento in cui termini come “Ong”, “Rifugiati”, “Aiutamoli a casa loro” risuonano sempre di più nel dibattito pubblico, ma sono usati comunemente con scarsa consapevolezza, questo progetto si è rivolto agli studenti per fare chiarezza sul ruolo e sull’importanza della cooperazione allo sviluppo per la risoluzione delle grandi questioni globali.

Dopo la “scadenza” degli Obiettivi del Millennio nel 2015, l’Agenda 2030 dell’Onu ha ridefinito le priorità globali. Sconfiggere la povertà, porre fine alla fame, garantire un’istruzione di qualità, lottare contro il cambiamento climatico. Sono solo alcuni dei 17 Obiettivi per lo sviluppo sostenibile fissati, da raggiungere entro il 2030.

Cooperazione allo sviluppo: dalla teoria alla “pratica”

La cooperazione è uno degli strumenti scelti per perseguire una crescita non solo economica, ma soprattutto sociale ed umana, rispettosa dell’ambiente e delle diverse culture. In grado di comprendere le reali necessità delle comunità locali destinatarie degli interventi.

Per dare un significato concreto a questa definizione, sono intervenuti anche Fabio Pipinato (Ipsia del Trentino) e Daniele Socciarelli (Ipsia nazionale), portando la loro testimonianza e l’esperienza di Ipsia in contesti come l’Africa e i Balcani.

Un'esperienza pluriennale, frutto di lavoro sul campo e soprattutto di ascolto e conoscenza reciproca delle comunità locali. Mozambico, Mali, Bosnia Erzegovina o Albania non hanno gli stessi bisogni. Ma la relazione con i beneficiari e il loro coinvolgimento deve essere al centro di ogni intervento di cooperazione.

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Una famiglia deve avere una casa dove abitare, una fabbrica dove lavorare, una scuola dove crescere i figli, un ospedale dove curarsi e una chiesa dove pregare il proprio Dio

Giorgio La Pira