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Buon Natale 2018. "Non basta leggere il presente, serve uno sguardo profetico"

Buon Natale 2018. "Non basta leggere il presente, serve uno sguardo profetico"

Il grido dei poveri ci interpella”. Interpella anche le Acli nella misura in cui scelgono di essere parte attiva di una comunità solidale ed aperta, che accoglie l’altro e riconosce nel suo volto il volto di un fratello.

Papa Francesco nel suo messaggio in occasione della giornata mondiale dei poveri ci ricorda che la povertà ha molteplici declinazioni, “la povertà che inibisce lo spirito di iniziativa di tanti giovani, impedendo loro di trovare un lavoro” e ancora “la povertà che anestetizza il senso di responsabilità inducendo a preferire la delega e la ricerca di favoritismi, che avvelena i pozzi della partecipazione e restringe gli spazi della professionalità umiliando così il merito di chi lavora e produce”.

Di queste povertà le Acli sono testimoni privilegiate. Ne prendono coscienza quotidianamente presso i propri sportelli di Patronato e Caf; è il problema a cui cercano di trovare risoluzione con i molteplici progetti di inserimento sociale e lavorativo che mirano a generare dei cambiamenti nel contesto di riferimento. Svolgere con competenza, diligenza e coscienza il proprio compito è importante, è una cifra identitaria per un’organizzazione come la nostra che cerca di intercettare le istanze sociali e dare loro una risposta.

Però non basta. Non è sufficiente “mettersi a servizio” di colui che chiede e adoperarsi per soddisfare questo bisogno. Le Acli devono avere uno sguardo lontano, devono promuovere un’azione sociale tesa a rimuovere quegli ostacoli che continuano a generare disuguaglianza. 

Quello che si sta concludendo è un anno denso di significato per le nostre associazioni, il 2018 è stato l’anno della canonizzazione di Giovanni Battista Montini, Papa Paolo VI. Egli mise al centro del suo pontificato la questione del lavoro e dei lavoratori, individuando nelle Acli un soggetto capace di creare “ponti tra la chiesa e le masse”.

Ancora, il 2018, è l’anno in cui si ricorda la morte del Beato Toniolo, grande studioso trevigiano che propose innovative teorie su lavoro ed economia, a partire dalla centralità della persona umana. Mi auguro che valorizzare questi appuntamenti con la storia e con i suoi testimoni non si limiti ad essere un mero atto celebrativo, bensì ci aiuti a riscoprire il nostro compito nella società contemporanea con un sguardo al futuro.

I tragici eventi climatici ed ambientali che si sono verificati in questi ultimi mesi anche da noi richiedono di continuare ad interrogarci con coraggio e con fede sul senso della nostra azione associativa, tesa ad animare le periferie dei nostri giorni a partire dalle radici storiche.

Può sembrare una considerazione “fuori tema”, ma credo che prendersi cura dell’umano significhi necessariamente prendersi cura anche della sua “Casa”, che è “Casa comune”.

Auguro ad ognuno di noi di avere la forza per scoprire nel volto dell’altro il volto di Dio.

Laura Vacilotto
Presidente provinciale Acli

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Una famiglia deve avere una casa dove abitare, una fabbrica dove lavorare, una scuola dove crescere i figli, un ospedale dove curarsi e una chiesa dove pregare il proprio Dio

Giorgio La Pira