Donna e impresa, se ne discute ad Oderzo
Martedì 13 Aprile 2010 08:44
DONNA E IMPRESA, seminario di Ipsia Treviso ad ODERZO
14 aprile 2010 ore 20.30 c/o sede OVCI, La nostra Famiglia, via don L.Monza 3
Al seminario curato da Ipsia Treviso nell'ambito del progetto "Impresa donna: un nuovo modo per cooperare allo sviluppo" intervengono Marco Calvetto, vicepresidente Ipsia nazionale, e Loris Montagner, direttore patronato Acli di Treviso.
Il laboratorio vuole favorire la discussione e l’approfondimento del ruolo della donna straniera nel mondo del lavoro.
Inizialmente le migrazioni per lavoro erano quasi esclusivamente al maschile ed è in questi termini che normalmente si rappresenta la questione: lo straniero di sesso maschile che lascia il proprio Paese per inserirsi nel mercato del lavoro italiano, in modo particolare nell’industria manufatturiera e metalmeccanica. La donna straniera, collocata in ambito familiare, raggiunge in un secondo momento il coniuge attraverso il ricongiungimento familiare; difficilmente si inserisce nel mercato del lavoro, più di frequente resta nell’ambiente domestico.
Negli ultimi anni lo scenario sta cambiando, un esempio di ciò è la migrazione al femminile proveniente dall’Est Europa: sono le donne che lasciano la famiglia per inserirsi nel nostro mercato del lavoro, in modo particolare per quanto riguarda le professioni di cura ed assistenza alla persona, ma non solo.
L’attenzione alla questione di genere permette quindi di ragionare sulle dinamiche innovative che caratterizzano l’integrazione socio-economica delle immigrate in Italia, stimolando anche un ulteriore spunto di riflessione sugli effetti dell’emigrazione nei Paesi d’origine. In modo particolare vi sono delle ripercussioni sulle famiglie “che restano” poiché, venendo meno la figura tradizionalmente preposta all’accudimento dei figli e del coniuge, i nuclei familiari vivono spesso gravi problemi che portano alla disgregazione e alla perdita dei legami primari.
Questo punto di partenza ci permetterà di giungere alle riflessioni dell’ultimo laboratorio, e quindi su cosa concretamente le migranti residenti nel nostro Paese possono realizzare per i loro territori d’origine.




Campagna